Associazione terredi mugello

Il marchio della Dop

E' arrivata la Dop per Olio delle Colline di Firenze!


dal 20/11/2006 al 31/12/2007
Colline Fiorentine - Toscana

foto: Il marchio della Dop
Concessa la denominazione protetta ai produttori della maggior parte dei territori fiorentini e pratesi – Presentati marchio e disciplinare

L’olio di Firenze è una Dop. Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, con un decreto che è già in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ha concesso la denominazione di origine protetta “Olio extravergine di oliva delle colline di Firenze” ai produttori che operano nelle Province di Firenze e di Prato.

Per la provincia di Firenze il territorio interessato riguarda la grande maggioranza dei comuni. Fuori dalla nuova Dop sono infatti solo i comuni di Cerreto Guidi, Vinci, Fucecchio, Capraia e Limite e Greve in Chianti, oltre a parte dei territori di Tavarnelle Val di Pesa, San Casciano e Barberino Val d’Elsa.

Per la Provincia di Prato è l’intero territorio ad essere incluso nei confini della nuova denominazione protetta.

Già da questo raccolto gli oli prodotti rispettando il disciplinare della Dop possono essere commercializzati con il marchio "Colline di Firenze".

Il marchio è una sintesi grafica di elementi tipici del paesaggio delle colline fiorentine e pratesi - cipressi, foglie d’olivo, la Cupola del Brunelleschi – racchiusi in una forma circolare.

La Denominazione di Origine Protetta dell’olio extravergine di oliva delle “Colline di Firenze” e il suo marchio sono stati presentati questa mattina alla stampa in Palazzo Medici Riccardi a Firenze.

Il riconoscimento della denominazione di origine protetta è stato chiesto al Ministero dagli Olivicoltori associati di Firenze e Prato (Assoprol). Il attesa del completamento delle pratiche per l’estensione a livello Europeo, la Dop dell’olio extravergine delle 'Colline di Firenze' ha valore, a titolo transitorio, nazionale.

Per avere il marchio 'Colline di Firenze' gli olii devono rispettare un disciplinare di produzione:
- Le olive devono provenire dal territorio incluso nei confini della denominazione – il disciplinare sottolinea l’importanza del fattore climatico - ed essere per almeno l’80% di piante delle qualità “frantoio”, “correggiolo”, “moraiolo”, “leccino o “pendolino”.
- L’acidità deve risultare inferiore allo 0,5%, il colore da verde intenso a giallo, l’aroma fruttato, il gusto mediamente amaro e piccante.
- Tutte le fasi di produzione devono essere documentate.
- La raccolta è prevista prima del 31 dicembre, direttamente dalle piante; nel disciplinare si fa riferimento espresso alla cosiddetta “brucatura”, le tecnica manuale di raccolta dai rami, come fattore tradizionale di qualità.
- Le olive cadute naturalmente non devono essere utilizzate, le altre devono essere sistemate in contenitori che ne impediscano lo schiacciamento e pressate entro cinque giorni, con metodi che non alterino le caratteristiche fisiche ed organolettiche, in frantoi all’interno della zona di produzione.
- L’olio estratto non può superare i 900 chili per ettaro.
- Anche l’imbottigliamento (in soli contenitori di vetro, ceramica, terracotta smaltata, oppure banda stagnata per le capacità superiori) deve avvenire all’interno della zona di produzione e non oltre il 31 ottobre dell’anno successivo a quello di raccolta.

Le date degli eventi sono indicative, verificarene l'esattezza con gli organizzatori ai numeri indicati.

per maggiori informazioni contattare:
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